Dicembre 1998

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Indice n° 1

Il Piano Regolatore alla Regione
Di Angela Fortunato, Antonio Fasanelli

La legislazione urbanistica italiana (legge regionale 56/80) prevede che la fase di stesura di un piano regolatore sia preceduta dalla cosiddetta "delibera degli obiettivi", documento per mezzo del quale l’amministrazione comunale rende noti i criteri e gli indirizzi che vuol perseguire attraverso il nuovo piano.

Di solito queste operazioni prevedono tempi molto lunghi che alla fine mettono in discussione la validità dello strumento stesso. Anche la preparazione del PRG di Sammichele ha richiesto alcuni anni, durante i quali si sono succedute diverse amministrazioni.

Analizzando la relazione generale uno dei primi obiettivi posti dal Comune riguarda il centro storico: poiché "in conseguenza dell’evoluzione storica ha perso di funzione e ruoli attivi rispetto al contesto dell’intera città, va rivitalizzato per farne un’area nodale per una strategia di servizi finalizzati alla riqualificazione dei tessuti urbani".

Si intravede in tale proposito la volontà di far nascere all’interno di questa zona ormai poco popolata, abbandonata al degrado del tempo ed all’incuria, una serie di attività sia di tipo commerciale, con la nascita di nuovi negozi, sia di tipo culturale o ricreativo, in modo tale mettere a nudo le prerogative di cui è dotata e per le quali è capace di attirare gente anche da altri paesi. In tal senso si potrebbe incentivare anche il recupero fisico degli edifici storici, ma questo prevede la realizzazione da parte dell’amministrazione di un vero "piano dei servizi", con tanto di agevolazioni per chi intende investire in questo settore (modificando ad esempio i requisiti richiesti al locale in cui andare ad operare).

Sempre riguardo al paese vecchio la delibera prevede "l’esclusione delle aree di minor pregio". Per attuare questo punto i progettisti hanno ridimensionato l’area del vecchio centro storico, andando anche incontro alle pressioni esercitate dai tecnici locali che tendono ad aumentare la possibilità di intervento sull’edificato. Questo ha portato purtroppo all’eliminazione dalla zona A di abitazioni originarie e di palazzi sette-ottocenteschi, la cui esistenza e integrità è così lasciata al buon senso dei proprietari.

Spostandoci adesso dai beni di carattere storico alla salvaguardia delle bellezze ambientali e del paesaggio, l’attenzione viene sicuramente catturata dalla lama Diumo, che attraversa l’abitato di Sammichele, per arrivare nel territorio barese (lama S.Giorgio). Quest’area oggi enormemente degradata, "per le sue prerogative naturalistiche e il carattere paesaggistico e morfologico costituisce un’autentica risorsa ambientale e storico-culturale anche per la vicinanza con la grande area archeologica di Monte Sannace. Ciò al fine di destinarne l’area a parco naturale". Dunque si dà mandato al PRG di tutelarla dalle edificazioni selvagge degli ultimi anni, rendendola un servizio e pertanto vincolandola (zona F6).

Il piano, accanto a quest’area, prevede una delle due zone di espansione del centro abitato (zone C). In questo modo crea "ricchi" (in quanto proprietari di zone edificabili) e "poveri" (possessori di aree a servizio), invece di "regolare" il territorio attraverso azioni perequative, cioè tramite una giusta ripartizione degli oneri e degli utili.

Si deve invece prendere coscienza del fatto che le aree potenzialmente atte a contenere gli organismi edilizi, lo sono in quanto servite da zone destinate a parco o ad altri impianti.

La normativa vigente, applicando il principio della "proprietà indivisa", concede ai proprietari delle zone F una certa volumetria nell’area edificabile e, allo stesso tempo, ai possessori delle zone C una quota dell’area a servizio. Questo a patto che entrambe le aree ricadano nello stesso comparto. Tale meccanismo, che costituisce il futuro dell’urbanistica moderna, si può innescare sia nel momento del PRG che in quello della strumentazione attuativa, in seguito alla quale i proprietari possono richiedere la concessione edilizia.

Nella proposta di piano adottata recentemente dal comune, la formazione di un piano dei servizi è assente e la suddivisione in comparti delle aree riguarda solo quelle edificabili.

Adesso il nostro PRG è nelle mani della Regione, che ha il compito di verificarne la congruenza con la legislazione vigente, di approvarlo, di respingerlo o anche di approvarlo sub-condizione, qualora riscontrasse eventuali anomalie. Si spera, quindi, che l’ente esamini con diligenza lo strumento urbanistico, cercando di migliorarlo laddove è necessario, per renderlo coerente con gli obiettivi iniziali e più idoneo alla regolazione del territorio di Sammichele.